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I Sentieri di Estoul

I Sentieri di Estoul

Il toponimo Estoul ha la stessa radice di “stare”: un posto dove qualcuno si è fermato. A 1815 metri è tra i centri abitati più alti delle Alpi, e anche il suo paesaggio è quello di una montagna modellata dall’uomo. Oggi di tante opere non restano che i segni: terrazzamenti, mulattiere, canali d’irrigazione, ruderi di case e stalle. Solo i pascoli sono tuttora in uso, oltre alla pista da sci che racconta di un utilizzo contemporaneo. È un piccolo altipiano affacciato a sud, con tanto cielo e tanto sole; l’erba abbonda e la cultura dell’alpeggio qui è ben radicata, così da giugno a settembre la musica di Estoul è lo scampanio del bestiame. Musica di una montagna viva.

I Sentieri di EstoulNon si direbbe, ma il villaggio si trova lungo una via un tempo frequentatissima. Quella che attraversa il col Ranzola era la strada che collegava (a piedi) il Piemonte orientale e la Valle d’Aosta, passando per il colle Valdobbia e il col di Joux. Una strada di emigranti, soldati, mercanti, viaggiatori. Salendo alla Ranzola da Estoul tutta questa storia si sente: si incontrano due interi villaggi abbandonati, a Prabarmasc e sotto l’Alpe Finestra. Quelli che sembrano muretti di campagna sono invece fortificazioni, costruite dagli austriaci nell’anno 1800 per difendersi (invano) dall’esercito di Napoleone. L’ultima trincea è proprio sul colle, mostra una targa con una frase di Tolstoj: nel 1857, durante il suo viaggio in Italia, lo scrittore partì da Torino e andò in Svizzera passando di qui. Anni dopo ci passarono anche la Regina Margherita e una troupe cinematografica, per girare un film che purtroppo è andato perduto: Manovre degli alpini al Col Ranzola, del 1905. E tanta gente senza nome che ha passato il colle per lavoro, per fuggire da qualcosa, o anche per andare a trovare un amico, una ragazza.

Un luogo antico, Estoul. Le sue montagne invece sembrano sempre giovani, sarà per i fiori nei prati o l’acqua che scorre. Giovani sono gli alberi, abeti e larici che raccontano di un rapporto tra uomo e bosco interrotto soltanto da poco. Giovani sono i lupi tornati da qualche anno e perfino la lince, la prima lince avvistata nelle Alpi Occidentali è stata fotografata qui nel 2023. Chi è attratto dai boschi e dai suoi abitanti può scendere a piedi da Estoul a Graines, e poi percorrere il bellissimo vallone che risale il torrente fino ai laghi di Frudière. Chi invece cerca le altezze prenda a nord: verso i 2200 metri il bosco finisce e il sentiero entra nella conca di Palasina, una successione di laghi e praterie alpine. Ancora più su cominciano le pietraie dove la neve resiste fino all’inizio dell’estate. Con buone gambe si raggiungono le cime principali della zona, il corno Bussola e il corno Vitello di poco oltre i 3000 metri, e la lunga cresta che le unisce. Da lassù la vista rivela da dove viene tutta quell’acqua. Davanti agli occhi splendono – almeno per un altro po’ – i ghiacciai del Monte Rosa.

I Sentieri di Estoul